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Non un mio crimine, ma una mia continua condanna

Non un mio crimine, ma una mia continua condanna
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Opened on June 03, 2012
 

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Egregi Presidente e on. Roberta Angelilli, vice-presidente del Parlamento Europeo,

più di 100.000 bambini in Italia e quasi 1 milione in Europa entrano ogni anno in carcere, perché hanno un genitore detenuto (o tutti e due ).


Questi bambini sono tanti e hanno bisogno di tutto il nostro sostegno e attenzione. I bambini con genitori in carcere vengono spesso stigmatizzati, "marchiati", dai compagni, dalla società e a volte dagli operatori se non sono adeguatamente formati. Questi figli quindi subiscono umiliazione e vergogna a causa della detenzione del genitore.

Questi bambini sono altamente esposti al rischio di discriminazione, esclusione sociale, povertà e all’interruzione dei legami familiari. Per troppi un bambino che ha un genitore in carcere è “associato” al reato commesso dal genitore.

La punizione in questo caso viene “trasferita” sul bambino che subisce la condanna del genitore e ne soffre, in silenzio, a casa, a scuola e quando si reca in carcere per incontrare il genitore, che dovrebbe incontrare, nonostante tutto, più volte possibille, come ormai confermato da studi e ricerche.

Il diritto del bambino al legame familiare è riconosciuto dalla Convenzione dell’ONU dei diritti del bambino e dalla Carta europea dei diritti fondamentali e da altri trattati internazionali, anche se questi diritti in Europa non trovano, purtroppo, attenzione e azioni adeguate.

Senza adeguati sostegni molti bambini di questo gruppo sono a rischio di grave disagio sociale.
Ancora pochi paesi europei richiedono alle autorità penitenziarie e ad altri organismi di rilevanza sociale, un preciso impegno in termini di servizi per i figli di genitori detenuti e gli effetti della detenzione dei genitori sui figli non viene presa in considerazione. Alcune volte dei semplicissimi cambiamenti in carcere possono rendere meno traumatica e punitiva per un bambino la detenzione del genitore.

Tuttavia c’è una speranza: nell’autunno 2011, si è tenuta alle Nazioni Unite una giornata di discussione sui figli di genitori detenuti, per aumentare la consapevolezza della comunità internazionale e promuovere una serie di raccomandazioni per tutelare e migliorare i loro diritti. Iniziative analoghe sono necessarie a livello europeo, portate avanti da personalità chiave all’interno delle istituzioni europee.

Mi rivolgo in particolare a lei, on. Roberta Angelilli, per il suo ruolo di vice Presidente del Parlamento Europeo e soprattutto di responsabile dell’Alleanza per I bambini del Parlamento Europeo come membro dell’Intergruppo dei Diritti della Famiglia e dei Bambini.

Sono consapevole che l’Alleanza rappresenta i diritti dei bambini nelle diverse azioni e decisioni del Parlamento, e sono convinto che questo particolare gruppo di bambini richiede attenzione perché i loro diritti siano rispettati e tenuti sempre in maggiore considerazione. Vorrei sostenere la causa dei figli di genitori detenuti rivolgendo a lei e ai suoi colleghi la richiesta di farsi carico dei loro particolari bisogni.

La prego di aiutarmi a rendere questi bambini “visibili” alla comunità europea e non vengano lasciati indietro.

Io firmo quindi la petizione di Eurochips con Bambinisenzasbarre che promuove le seguenti raccomandazioni da inserire in una futura prima legge sul tema:

- Migliorare le condizioni di visita in carcere dei bambini, aumentando le ore di incontro per assicurare un regolare e diretto contatto con il genitore detenuto, e incrementare la consapevolezza e la formazione degli operatori penitenziari;
- Organizzare gruppi di monitoraggio a livello nazionale per avere maggiori informazioni su questo gruppo di bambini e mantenere alta la qualità delle visite in carcere.


Con la mia firma, insieme a tutte le altre, la invito con forza a fare tutto ciò che è in suo potere nell Parlamento Europeo per sostenere questi bambini in questo difficile passaggio della loro vita.


La prego di aiutarci ad aiutarli.
La ringrazio per il suo tempo e la sua attenzione dedicati a questo particolare problema.

Suo cittadino, impegnato per i diritti dei figli di genitori detenuti.


(* L'esterisco indica i dati necessari: (1) Nome e Cognome; (2) Luogo di residenza. L'email personale è facoltativa)



 

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